Thursday, October 20, 2011

Appunti di viaggio


Nella nostra Europa, dove Dio è quasi sparito, alcuni altri fenomeni  hanno occupato il posto della religione:  i protagonisti dello sport, del rock, del cinema... nell ‘aspetto dionisiaco, in cui possiamo  sfogarci , urlare, piangere, ridere... e, sul piano apolineo, più intelletuale, più serio, l’arte.( Non credo che gli incredibili soldi che presiedeno ambedue i mondi siano  una casualità, perchè il vero Dio del nostro tempo è el denaro, e questi sono i suei preti).
E Firenze, una città bellissima e piena di capolavori d’arte, è diventata un tempio di questa religione.  Ci sono altre cittá nel mondo che hanno molte opere d’arte, ma a Firenze la quantità e la qualitá di queste opere per metro quadrato e per abitante sono esagerate, eccesive. Non si può passeggiare in centro senza trovare una maraviglia in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo. Dopo alcuni giorni, la sensazione può diventare quasi opprimente.  Da quando sono qui, mi sono resa conto del fatto che i turisti non si comportano come in altre citá: qui sono piú rispettosi, più silenziosi: é la paura del  divino, del sacro, la stessa paura che tempo fa ci faceva tacere quando entravamo in una chiesa...
Anche io sento questa oppresione. Quando passeggio nel centro istorico, quando entro nelle chiese, nei musei... Penso che sia difficile vivere qui. Come si fa a vivere in un tempio? Come trasformarlo  nel  paesaggio della mia vita quotidiana, nel palcoscenico di una vita volgare? È possibile salutare a Donatello o Brunelleschi quando vai a comprare il pane, la verdura e la carta igienica, e tornare a casa tranquillamente?

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