Nella nostra Europa, dove Dio è quasi sparito,
alcuni altri fenomeni hanno occupato il posto della religione: i protagonisti
dello sport, del rock, del cinema... nell ‘aspetto dionisiaco, in cui possiamo sfogarci , urlare, piangere, ridere... e, sul
piano apolineo, più intelletuale, più serio, l’arte.( Non credo che gli
incredibili soldi che presiedeno ambedue i mondi siano una casualità, perchè il vero Dio del nostro
tempo è el denaro, e questi sono i suei preti).
E Firenze, una città bellissima e piena di
capolavori d’arte, è diventata un tempio di questa religione. Ci sono altre cittá nel mondo che hanno molte
opere d’arte, ma a Firenze la quantità e la qualitá di queste opere per metro
quadrato e per abitante sono esagerate, eccesive. Non si può passeggiare in
centro senza trovare una maraviglia in ogni strada, in ogni piazza, in ogni
angolo. Dopo alcuni giorni, la sensazione può diventare quasi opprimente. Da quando sono qui, mi sono resa conto del fatto che
i turisti non si comportano come in altre citá: qui sono piú rispettosi, più
silenziosi: é la paura del divino, del
sacro, la stessa paura che tempo fa ci faceva tacere quando entravamo in una
chiesa...
Anche io sento questa oppresione. Quando
passeggio nel centro istorico, quando entro nelle chiese, nei musei... Penso
che sia difficile vivere qui. Come si fa a vivere in un tempio? Come
trasformarlo nel paesaggio della mia vita quotidiana, nel
palcoscenico di una vita volgare? È possibile salutare a Donatello o
Brunelleschi quando vai a comprare il pane, la verdura e la carta igienica, e
tornare a casa tranquillamente?